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IL mondo nasce nel 1894....

  • Sabato 12 Gennaio 2008 02:00
  • Ultimo aggiornamento Martedì 21 Ottobre 2014 08:23
  • Scritto da Graziano Patruno

Amici e lettori di Meteomurge, lasciate che vi racconti una storia bella ed affascinante come poche; la storia genuina e semplice di un'intuizione geniale, partorita dalla curiosità e la vivacità di un ragazzino Italiano di fine 800 e destinata a cambiare definitivamente il corso della storia del nostro pianeta.

Il personaggio in questione era nato a Bologna il 25 aprile 1874 in un contesto piuttosto agiato; era un ragazzino molto intraprendente, intelligente  e soprattutto era uno spirito libero; già da bambino dimostrò grande interesse nei confronti dei fenomeni elettrici; studiava da autodidatta la materia che tanto lo affascinava e creò nella casa di famiglia a Pontecchio un rudimentale laboratorio per effettuare esperimenti con apparecchi elettrici autocostruiti. Questo mini-scenziato senza laurea e senza titoli risponde al nome di Guglielmo Marconi.

 

Essendo un autodidatta, Marconi era privo dai condizionamenti della scienza ufficiale e poteva agire liberamente nella sperimentazione, sospinto da curiosità scientifica e fantasia.

Si era interessato molto agli studi di un grande scienziato, Maxwell, il quale aveva teorizzato l'esistenza delle onde elettromagnetiche.
Marconi aveva seguito anche gli esperimenti di Hertz che era riuscito a dimostrare in laboratorio le teorie di Maxwell.
Nessun grande scenziato però diede peso agli studi sulle onde elettromagnetiche, ritendndole pressocchè inutili ai fini di qualunque ricerca degna di interesse.

Marconi invece, grazie ad un temporale, intuì che la realtà doveva essere diversa. Egli infatti, notò che un campanello collegato ad una specie di parafulmine, suonava ogni volta che nelle vicinanze si abbatteva una saetta. Questo imput lo spinse ad iniziare una serie di esperimenti particolari, che culminarono nell'Estate del 1894, quando il nostro giovanotto aveva da poco compiuto 20 anni. Guglielmo Marconi riuscì ad approntare uno strumento in grado di produrre onde elettromagnetiche e decise di testarlo sul campo, facendosi aiutare dal fratello Alfonso. Dopo aver allestito l'emettitore ed averlo collegato ad uno spezzone di filo elettrico sospeso, spedì Alfonso a circa 2 Km di distanza, alle spalle di una collina, e li fu installato un congegno per captare eventuali segnali, anch'esso corredato da filo elettrico uso antenna. Alfonso avrebbe dovuto sparare un colpo di fucile in aria qualora avesse ricevuto qualcosa.

Dopo la prima trasmissione arrivò subito la risposta del fucile di Alfonso; si susseguirono vari botta e risposta, Guglielmo Marconi volle essere certo della buona riuscita dell'esperimento e mentre i colpi di fucile riecheggiavano nell'aria, nasceva in Marconi la consapevolezza di aver preso la strada giusta; in effetti lui non lo sapeva ancora, ma aveva appena inventato la radio.

Non voglio narrarvi per intero gli avvenimenti incredibili che accaddero dall'estate del 1894 in poi, anche se sarebbe doveroso farlo per far rivivere nella mente e nel cuore di tutti la figura di Marconi, così importante e così poco conosciuta.

Mi limiterò ad effettuare un salto temporale di appena un secolo, per arrivare ai giorni nostri, al nostro quotidiano. Date un'occhiata al display della vostra stazione meteo, sbirciate la lettura della temperatura esterna che la sonda remota vi invia ogni tot secondi in 433mhz... Oppure date un'occhiata al vostro nuovissimo cellulare GPRS, UMTS, Bluetooth e chissà quanti altri protocolli; anche il cellulare è una radio ricetrasmittente, su 900, 1200 o 2400 Mhz. Accendendo la TV, date corrente ad un ricevitore radio in UHF in grado di demodulare le immagini in formati particolari. Anche i radar meteo sono ricetrasmettitori, che sfruttano il fenomeno della riflessione delle onde elettromagnetiche per determinare ad esempio, l'altezza e la densità delle nubi, la velocità, la temperatura e tanti altri parametri che riguardano i corpi nuvolosi. I satelliti meteo, analizzano la nostra atmosfera grazie alle onde elettromagnetiche e sempre grazie ai ricetrasmettitori installati on board, spediscono il contenuto delle analisi a terra; Polizia, Carabinieri, tutte le forze dell'ordine, i militari sia in guerra che in pace, fondano la loro sicurezza proprio sulle comunicazioni via radio; gli aerei e le navi, mantengono contatti indispensabili per la sicurezza proprio grazie alle radio di bordo; se non fosse stato per il famoso S.O.S, lanciato dai Marconisti del Titanic via radio, nessuno tra equipaggio e passeggeri si sarebbe salvato, invece sappiamo tutti come è andata. La telemetria, sia in ambito sportivo che in applicazioni professionali, la navigazione strumentale areo-navale, aereo-spaziale. La radioastronomia, ha permesso a molti scenziati di studiare l'universo approfonditamente, superando gli ostacoli dell'ottica. Le stelle pulsar, i buchi neri ed altri oggetti non visibili otticamente sono stati svelati grazie ai radiotelescopi. La radioterapia negli ospedali, il forno a microonde, l'elenco è davvero lunghissimo. Pensate a cosa sarebbe il mondo oggi se il ventenne ragazzino Bolognese non avesse osato in quell'Estate del 1894.

In questo primo articolo, volevo solo solleticare la vostra immaginazione ed in qualche modo prepararvi al seguito, che riguarderà più dettagliatamente lo stretto rapporto che lega onde radio e fenomeni atmosferici, d'altra parte non avrei potuto iniziare a parlarvi delle implicazioni con il meteo senza prima accennarvi brevemente alle origini della radio.

Non posso congedarmi da questo primo appuntamento senza ringraziare Graziano Patruno e tutta la redazione di Meteomurge per lo spazio concesso e per l'ottima organizzazione del sito/forum.



Nico Rutigliano

 

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