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Il Presepe Pugliese

  • Martedì 13 Dicembre 2011 01:00
  • Ultimo aggiornamento Martedì 08 Aprile 2014 13:20
  • Scritto da Graziano Patruno

 Il termine presepe deriva dal latino praesaepe, cio greppia, mangiatoia.
Per poter capire il significato originario del presepe, occorre chiarire la figura etrusca e latina del lari (lares familiares). I lari erano gli antenati defunti che, secondo le tradizioni romane, vegliavano sulla famiglia.
Ogni antenato veniva rappresentato con una statuetta, in terracotta o in cera, chiamata sigillum (da signum cio segno, effigie, immagine). 

Le statuette venivano collocate in apposite nicchie ricavate nel muro dellabitazione e in particolari occasioni, onorate mediante l'accensione di una fiammella.Il 20 dicembre, con lapprossimarsi del Natale, si festeggiava la Sigillaria, durante questa ricorrenza, i parenti, si scambiavano, in dono, i sigilla dei familiari defunti durante l'anno. In attesa del Natale, compito dei bambini, era lucidare le statuette e disporle  in un piccolo recinto, nel quale si rappresentava un ambiente bucolico. Nella giornata della vigilia, davanti al recinto del presepe, la famiglia si riuniva, per invocare la protezione degli avi e lasciare ciotole, con cibo e vino. Il mattino seguente, al posto delle ciotole, i bambini trovavano giocattoli e dolci, dono dei loro trapassati nonni e bisnonni.

 

Il presepe pi antico a noi pervenuto quello di Arnoldo di Cambio dellanno 1280, sebbene, gi in precedenza, esistevano immagini e rappresentazioni della nascita del Cristo, che non erano altro, che sacre rappresentazioni.

Testimonianze del Presepe pugliese, ci giungono, dalla seconda met del Quattrocento. Esse ci sono pervenute in concomitanza con la rinascita della lavorazione di statue in pietra e  legata ai nomi di alcuni scultori: da Nuzzo Barba (di Galatina) a Stefano Pugliese (da Putignano), da Paolo (da Cassano) ad Altobello Persio (di Montescaglioso), da frate Aurelio (di Montescaglioso) a Gabriele Riccardi (di Lecce).
Il presepe pugliese, eseguito in pietra locale come il calcare, il carparo e la tenera pietra leccese. 
La pietra usata per lopera, non lasciata al naturale dallo scultore, ma viene vivacemente colorata.
A Greccio, era solito,  nel 1223 per volont di San Francesco, allestire il presepe in un convento e questa tradizione era in uso anche in Puglia.
Nel presepe pugliese, si ha una rappresentazione, che ci restituisce una visione dinsieme, pressoch omogenea e costante.
La Sacra Famiglia, spesso scolpita a grandezza naturale, allocata in una grotta, ricavata nella  viva roccia oppure ottenuta con lunione di pietre sovrapposte.
La grotta, rappresenta l'elemento centrale, verso cui convergono tutti i personaggi e verso la quale rivolta l'attenzione.
Sulla grotta rappresentato un angelo, per la scena dell'Annunciazione ai pastori.
I Re Magi, che incarnano le tre popolazioni del mondo, allora conosciuto, ovvero Europa, Asia ed Africa, quasi sempre, entrano a cavallo  da una porta della citt.
Infine, a fare da cornice al tutto e disposti a raggiera, ci sono numerose statue raffiguranti uomini ed animali domestici.

 


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